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Porte tagliafuoco REI con maniglione antipanico

quando è obbligatorio installare questo speciale accessorio?

maniglia touchbar

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Funzionamento e caratteristiche delle porte tagliafuoco REI con maniglione antipanico

Durante situazioni di pericolo all’interno di un edificio, come per esempio durante un incendio, basta poco per creare panico tra i presenti. Tale circostanza è molto pericolosa e, proprio per questo, è importante prevenirla. Per fare ciò è fondamentale dotare l’edificio di tutte le misure di sicurezza necessarie per permettere ai presenti di lasciare la zona evitando così di creare situazioni rischiose.

Da sempre noi di Primoss produciamo una speciale linea di porte tagliafuoco dotate di maniglione antipanico, indicate soprattutto per luoghi pubblici molto affollati, attività di lavoro e attività commerciali. Il maniglione antipanico è un vero e proprio dispositivo di sicurezza, composto da una barra orizzontale che si aziona manualmente con uno sforzo minimo. La pressione necessaria per muovere il maniglione è minima, assicurando un’apertura rapida e una fuga sicura da eventuali situazioni di pericolo all’interno di uno spazio chiuso. A differenza di una normale maniglia, il maniglione previene l’affollamento e non rallenta la percorribilità del passaggio, poiché l’apertura della porta risulta molto più semplice e immediata rispetto ad una normale maniglia.

Norme e riferimenti legislativi

Le norme che regolano le porte antincendio sono molteplici e molto precise, infatti secondo il decreto del ministero 03/11/2004 i maniglioni antincendio non devono essere installati obbligatoriamente in tutti gli edifici, ma solo in quelli che presentano peculiarità ben precise. Gli articoli 1 e 3 del decreto sopracitato forniscono un elenco completo delle categorie dove è obbligatorio installare i maniglioni antipanico sulle porte tagliafuoco. Per certificare la qualità del prodotto e l’omologazione ad elemento tagliafuoco, le porte devono presentare il marchio CE e seguire la normativa antincendio UNI EN 1125.

Quando va installata una porta con maniglione antipanico?

I contesti edilizi dove è obbligatoria l’installazione del maniglione antipanico sono molteplici, poiché questo elemento è uno dei migliori per ridurre il verificarsi di situazioni pericolose. Porte tagliafuoco presenti in edifici pubblici e privati, sia di residenza che di lavoro, e attività commerciali sono dunque sempre dotati di maniglioni antipanico. In ogni caso per capire quando è obbligatorio dotare una porta di un maniglione antipanico si devono prendere in considerazione le seguenti caratteristiche: – Tipologia locale – Capienza locale – Altezza antincendio Successivamente si deve fare un’ulteriore distinzione tra locali aperti al pubblico, locali non aperti al pubblico e locali pericolosi.

Tipologie e capienze dei locali

Per quanto riguarda i locali aperti al pubblico, è obbligatorio dotare le porte tagliafuoco di maniglie a leva o piastre a spinta se la capienza dello spazio è inferiore o uguale a 9 persone. In caso di capienza pari o superiore a dieci persone è obbligatorio installare il maniglione antipanico orizzontale.

Per i locali non aperti al pubblico non è necessario installare alcuna precauzione antipanico se la capienza è inferiore a 9 persone. Se lo spazio prevede una capienza che va da 9 a 25 persone è obbligatorio installare maniglie a leva o piastre a spinta (UNI EN 179). Per ultimo, se la capienza supera le 25 persone è obbligatorio montare il maniglione antipanico orizzontale (UNI EN 1125).

Per ultimi, ma non meno importanti, sono i locali pericolosi, ovvero tutti quegli spazi soggetti a possibili esplosioni. In questo caso se la capienza è inferiore a 5 addetti, è obbligatorio installare piastre a spinta o maniglie a leva. Se invece si parla di capienza pari o maggiore di 5 addetti è obbligatorio montare il maniglione antipanico orizzontale.

Altezze antincendio

Un altro importante aspetto da valutare per l’installazione del maniglione antipanico è l’altezza antincendio, ovvero un parametro anti rischio che verifica la misura che va dal pavimento dell’ultimo piano fino al pavimento del piano terra. Citando le parole tecniche: “L’altezza antincendio è un parametro di rischio che indica l’altezza massima dal livello inferiore dell’apertura più alta dell’ultimo piano abitabile e/o agibile al livello del piano esterno più basso, escluse quelle dei vani tecnici.” Una bozza di regola tecnica integrativa del DM 246/1987 basata sulle altezze antincendio è in sviluppo presso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno, con l’obiettivo di regolare le norme antincendio relative a tutti quegli edifici di abitazione civile con altezza antincendio superiore o uguale a 12 metri. In questa categoria troviamo principalmente i condomini, che rappresentano una bella fetta del patrimonio edilizio italiano. I livelli di prestazione entincendio individuati all’interno della nuova bozza di regola tecnica sono i seguenti:
  • P.0 per edifici di altezza antincendio da 12 fino a 24 metri;
  • P.1 per edifici di altezza antincendio da 24 fino a 54 metri;
  • P.2 per edifici di altezza antincendio da 54 fino a 80 metri;
  • P.3 per edifici di altezza antincendio oltre gli 80 metri.
Ogni categoria prevede diversi compiti e funzioni che gli occupanti dell’edificio, e soprattutto il responsabile dell’attività antincendio, devono osservare attentamente e utilizzare in caso di incendio. Tra queste attività trovano un grande spazio le misure di prevenzione degli incendi, come per esempio un corretto uso delle porte tagliafuoco, l’utilizzo degli allarmi e una corretta percorrenza delle uscite di emergenza. Per facilitare l’individuazione delle uscite antincendio e per evitare di percorrere percorsi non idonei in caso di pericolo, è obbligatorio esporre dei fogli illustrativi all’interno degli edifici che indicano tutte le strade percorribili, le precauzioni da prendere, eventuali divieti e anche i numeri di telefono da contattare in caso di emergenza.
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